Accesso alla casa e mercato del lavoro al centro della riflessione del Politecnico di Milano sulle città contemporanee

Lo scorso 17 marzo si è svolto a Milano, presso la sede della Regione Lombardia, un seminario nel quale è stato presentato il report Lavorare e abitare in Lombardia. Costi di accesso alla casa e retribuzioni nelle città e province lombarde, una ricerca promossa da Regione Lombardia e realizzata dal gruppo DAStU del Politecnico di Milano coordinato da Massimo Bricocoli e Marco Peverini, che analizza il rapporto tra le condizioni abitative e il mercato del lavoro in uno dei contesti più dinamici del Paese. 

Il report

Il report si propone di indagare come il costo dell’abitazione incida sulle possibilità di accesso al lavoro, mettendo in evidenza il ruolo sempre più centrale dell’abbordabilità della casa nelle dinamiche economiche e sociali a partire dal lavoro, tutt’ora in atto, dall’OCA – Osservatorio Casa Abbordabile di Milano Metropolitana

L’obiettivo è costruire una base conoscitiva solida per orientare politiche integrate, capaci di tenere insieme dimensione abitativa e occupazionale, a partire da un’analisi approfondita delle condizioni territoriali e delle trasformazioni in atto. 

Attraverso una struttura articolata, il report affronta diversi aspetti della ricerca: dall’analisi metodologica basata sul reddito residuo alla lettura del mercato del lavoro lombardo in relazione ai costi abitativi, fino all’articolazione territoriale dei salari e delle condizioni di accesso alla casa

A questi si affianca il punto di vista degli attori coinvolti e una riflessione su pratiche e politiche in atto, per arrivare infine a delineare raccomandazioni e possibili linee di intervento.

I risultati

Dai risultati è emerso un quadro critico riguardante la Lombardia, e in particolare nelle aree a maggiore attrattività come Milano, che dovrebbero porre interrogativi forti anche in altri contesti simili. 

I costi della casa crescono più rapidamente dei salari, rendendo sempre più difficile l’accesso all’abitazione, soprattutto per giovani e lavoratori con redditi medio-bassi. Il costo dell’abitare si configura così come una vera e propria barriera alla mobilità lavorativa e al reclutamento, con effetti che si riflettono anche sulla competitività dei territori.

Nel complesso, il report evidenzia come la questione abitativa e quella lavorativa siano sempre più intrecciate e richiedano una riflessione congiunta all’incrocio tra diversi campi di policy. La relazione tra salari e costi abitativi emerge come un nodo centrale: il peso crescente delle spese per la casa incide in modo significativo sulle condizioni di vita e sulle opportunità di accesso al lavoro, con effetti differenziati nei diversi territori. 

La ricerca mostra infatti una forte territorializzazione del fenomeno, con contesti caratterizzati da elevata pressione abitativa e altri in cui, pur a fronte di costi più contenuti, si registrano carenze nell’offerta e minori opportunità occupazionali. 

In questo scenario, il pendolarismo si configura come una soluzione diffusa ma onerosa, sia in termini economici sia di tempo. Particolare attenzione è dedicata al tema dell’offerta abitativa. Da un lato, l’insufficienza dello stock pubblico e sociale, dall’altro, le criticità del mercato privato, legate alla regolazione degli affitti, alle condizioni del canone concordato, alla diffusione della locazione transitoria e alla pressione esercitata dal turismo. 

In questo quadro, il rapporto tra condizioni di lavoro e accesso alla casa, anche in termini di welfare aziendale, stabilità e qualità dell’occupazione, richiede interventi mirati e integrati.

Conclusioni

Il report sottolinea quindi la necessità di superare una visione settoriale, promuovendo politiche abitative integrate con quelle del lavoro, della mobilità e dei trasporti, riconosciuti come elementi strettamente complementari. 

Centrale appare il ruolo di una regia pubblica capace di coordinare interventi multilivello e di attivare soggetti di intermediazione tra domanda e offerta, in particolare a supporto delle piccole e medie imprese e del settore pubblico. 

Tra le azioni possibili emergono il rafforzamento dell’offerta in locazione pubblica, sociale e privata, anche attraverso il recupero dello sfitto e il riuso del patrimonio dismesso, lo sviluppo di strumenti di sostegno economico più strutturati e l’evoluzione del ruolo dei servizi per il lavoro, sempre più chiamati a confrontarsi anche con il tema dell’accesso alla casa.