Discriminazione e innovazione nel welfare abitativo: presentato il sesto Quaderno OMSA

Il 20 aprile 2026, l’Osservatorio Metropolitano sul Sistema Abitativo (OMSA), nell’ambito delle attività promosse dal Piano per l’Abitare, ha presentato il sesto Quaderno intitolato Prove di innovazione nel welfare abitativo locale: Sfide, criticità e ipotesi operative

Il Quaderno è stato curato da Manuela Maggio, con la supervisione scientifica di Maurizio Bergamaschi e Marco Castrignanò, all’interno di un accordo di collaborazione tra il Comune di Bologna e l’Università di Bologna.

La ricerca ha come principale obiettivo quello di dare vita all’ipotesi di una soluzione abitativa per la città di Bologna fondata sui principi dell’abitare collaborativo e solidale e volta al contrasto di specifiche forme di discriminazione abitativa.

Le fasi metodologiche della ricerca

Il lavoro, sviluppato tra gennaio e settembre 2024, si articola in diverse fasi metodologiche che strutturano i contenuti del Quaderno. 

In primo luogo, è stata condotta una ricognizione della letteratura sul tema della discriminazione abitativa, con un focus specifico su background migratorio, identità di genere e orientamento sessuale. 

Successivamente, l’analisi si è concentrata sul contesto bolognese, al fine di individuare le principali forme di discriminazione presenti a livello locale

Infine, sulla base delle evidenze raccolte, è stata elaborata un’ipotesi progettuale di intervento, applicata ad un caso studio concreto.

La discriminazione abitativa

La discriminazione abitativa si inserisce nel più ampio tema dell’accesso alla casa, evidenziando come alcuni gruppi sociali risultino sistematicamente svantaggiati. Essa si manifesta quando individui o gruppi vengono trattati in modo differente senza giustificazioni oggettive, spesso attraverso meccanismi impliciti e difficilmente rilevabili. 

In questo senso, il Quaderno si concentra in particolare sulle disuguaglianze legate al background migratorio, particolarmente marcate nel contesto italiano, e su quelle connesse all’identità di genere e all’orientamento sessuale

L’indagine del fenomeno a livello locale

Per comprendere la dimensione locale del fenomeno, la ricerca ha coinvolto attori del territorio attraverso interviste e l’analisi di dataset esistenti. Da questa fase è emersa una significativa carenza di dati sistematici, che limita la possibilità di identificare con precisione le dinamiche discriminatorie, pur evidenziando la presenza di pattern ricorrenti meritevoli di ulteriori approfondimenti. 

Sono stati inoltre analizzati alcuni progetti e servizi attivi sul territorio, tra cui il Progetto Nausicaa (lotto Servizi per l’inclusione abitativa), volto a favorire l’inclusione abitativa di cittadini di paesi terzi, i dati dello Sportello Spazio Cassero del Cassero relativi alle discriminazioni subite dalle persone che si rivolgono al centro, e le esperienze raccolte dall’associazione IAM – Intersectionalities and more APS

Il caso studio 

Sulla base delle informazioni raccolte, sono state definite linee guida per una sperimentazione abitativa da realizzarsi in un edificio di proprietà comunale nel quartiere Costa-Saragozza, individuato tra i “laboratori per nuove forme di residenza” previsti dal Piano per l’Abitare. 

Il modello proposto prevede un procedimento organizzato in sette step, secondo un approccio top-down integrato con la compartecipazione di saperi e tecniche differenti, tra cui la definizione di una carta dei valori, attività di formazione collettiva, colloqui individuali, la costruzione della graduatoria e l’avvio del gruppo di abitanti. 

A ciò si affiancano strumenti di monitoraggio, valutazione di impatto e accompagnamento all’abitare. Considerata la natura pubblica dell’intervento, la proposta suggerisce che la regia resti in capo all’amministrazione, con il coinvolgimento di soggetti esterni per la valutazione.

Conclusioni

In conclusione, il lavoro mette in luce la scarsa sistematizzazione delle conoscenze sul tema della discriminazione abitativa, evidenziando la necessità di sviluppare strumenti di rilevazione più strutturati. 

In questa prospettiva, il Quaderno propone l’adozione di sistemi informativi capaci di raccogliere dati disaggregati per genere, orientamento sessuale, nazionalità e condizione abitativa, al fine di individuare con maggiore precisione le dinamiche discriminatorie. 

Ciò consentirebbe, nel lungo periodo, di superare la dimensione sperimentale e di orientare in modo più efficace le politiche abitative, anche attraverso un aggiornamento dei criteri di accesso all’edilizia residenziale pubblica che tenga conto delle condizioni di svantaggio legate a diverse forme di discriminazione.

Le dichiarazioni dell’autrice 

Riguardo al lavoro svolto, l’autrice del quaderno afferma: “La casa può rappresentare uno spazio di tutela e protezione, ma le sperimentazioni abitative non devono tradursi in forme di separazione o concentrazione dello svantaggio. Le esperienze oggi avviate a Bologna mostrano importanti elementi di innovazione nel welfare abitativo e, proprio per la loro natura sperimentale, richiedono accompagnamento, monitoraggio e una costante attenzione agli effetti sociali che producono. Nel caso delle discriminazioni abitative, sia quando accentuano disuguaglianze strutturali già esistenti, sia quando contribuiscono a produrne di nuove, gli strumenti di osservazione e monitoraggio risultano ancora insufficienti e richiedono un significativo rafforzamento”.

Seminario di presentazione dei Quaderni OMSA 6 e 7
Seminario di presentazione dei Quaderni OMSA 6 e 7