Il 15 settembre si è tenuta la giornata di apertura del percorso “L’abitare che verrà”, per la riforma della Legge regionale 24/2001 “Disciplina generale dell’intervento pubblico nel settore abitativo”.
Le ragioni della riforma
La legge, in vigore dal 2001, è nata nel contesto del decentramento amministrativo e con l’obiettivo di accompagnare il superamento degli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari), assumendo quindi una forte connotazione amministrativa e organizzativa.
Oggi, però, si trova a operare in un contesto profondamente cambiato sotto il profilo economico, sociale, culturale e territoriale. Nel corso degli ultimi venticinque anni, infatti, si sono ampliate e differenziate le forme del bisogno abitativo e le condizioni di vulnerabilità sociale.
Accanto alle situazioni di disagio più tradizionali sono emerse nuove esigenze legate, ad esempio, alla mobilità lavorativa, alla condizione giovanile e studentesca e alle diverse forme di fragilità che caratterizzano una società sempre più articolata.
Queste trasformazioni risultano particolarmente evidenti nei territori ad alta tensione abitativa, ma anche nelle aree più fragili dal punto di vista demografico.
In questo scenario emerge la necessità di costruire una legge più strategica e proattiva, capace di accompagnare lo sviluppo dei territori e di sostenere il benessere e la crescita delle persone.
È in questa prospettiva che la legge regionale ha evidenziato la necessità di un aggiornamento.
Il percorso di riforma
Il percorso di riforma è stato avviato nei mesi scorsi attraverso un lavoro interno al contesto regionale e proseguirà nei prossimi mesi attraverso un confronto più ampio con soggetti esterni alla Regione, in occasione di seminari, incontri tematici e momenti di approfondimento utili per discutere e definire le strategie e le misure che comporranno la nuova legge.
La scelta di procedere attraverso un confronto multi-attoriale riflette la complessità del tema dell’abitare. La pluralità degli interessi coinvolti e la necessità di integrare competenze diverse rendono infatti indispensabile un modello stabile di governance multilivello, fondato non soltanto sul confronto, ma anche su processi concreti di co-progettazione istituzionale e di costruzione condivisa delle politiche pubbliche. Un approccio che la nuova legge intende mantenere non solo nella fase di definizione, ma anche nelle successive fasi di attuazione, monitoraggio e aggiornamento.
Le linee di indirizzo
Secondo gli indirizzi per l’avvio della riforma della legge, la nuova disciplina dovrebbe assumere l’abitare come componente strutturale delle politiche di sviluppo e coesione, superando una visione legata alla sola emergenza. Questo implica considerare la dimensione abitativa in modo trasversale, mettendola in relazione con le politiche territoriali, economiche, occupazionali e di welfare.
La riforma punta inoltre a rafforzare la governance regionale e, al contempo, la dimensione sovracomunale delle politiche abitative, riconoscendo che il disagio abitativo produce effetti che travalicano i confini amministrativi locali e richiedono risposte solidali e integrate, anche legate al mondo del lavoro.
In questo contesto si riconosce comunque ai Comuni un ruolo centrale nella lettura dei bisogni e nella gestione del patrimonio, attraverso una maggiore integrazione tra pianificazione urbanistica, politiche sociali, sanitarie e abitative. Con riferimento all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) dovrebbe essere ripensato come un servizio pubblico dinamico, equo e sostenibile, capace di rispondere alla crescente articolazione delle condizioni di bisogno, mentre l’Edilizia Residenziale Sociale (ERS) dovrebbe essere maggiormente definita e gli attori coinvolti, sia nelle fasi di fornitura sia in quella di gestione, maggiormente qualificati in modo da garantire un sistema diversificato di offerta, tipologie i d’uso, livelli di accessibilità e servizi di accompagnamento.
Un ulteriore elemento riguarda il rafforzamento delle risorse e degli strumenti per sostenere una politica abitativa strutturale, con particolare attenzione alla disponibilità di alloggi in locazione di medio-lungo periodo oggi fortemente in difficoltà a causa di dinamiche di mercato legate alla temporaneità di popolazione e alloggi.
A supporto di questo processo, viene infine riconosciuto un ruolo centrale ai dati e al monitoraggio, necessari per conoscere l’evoluzione della domanda e dell’offerta abitativa, orientare le decisioni e verificare nel tempo gli effetti delle politiche.
Conclusioni
Nel complesso, il percorso di riforma sembra quindi muoversi verso una concezione dell’abitare come questione trasversale alle politiche territoriali e sociali, superando una visione limitata alla sola gestione dell’edilizia pubblica.
La sfida sarà quella di costruire un sistema, in linea con le politiche europee, capace di leggere la pluralità dei bisogni e di tradurla in politiche, strumenti e forme di governance adeguate alle diverse condizioni dei territori.
Link utili
Per approfondire,visita il sito della Regione Emilia-Romagna: