I fruitori del welfare abitativo a Bologna e le nuove forme di fragilità: l’analisi delle graduatorie comunali

Il 20 aprile 2026, l’Osservatorio Metropolitano sul Sistema Abitativo (OMSA), nell’ambito delle attività promosse dal Piano per l’Abitare, ha presentato il settimo Quaderno intitolato La domanda di casa a Bologna: Una lettura delle graduatorie comunali 2026 (Quarto report)

La ricerca è stata curata dal gruppo di lavoro formato da Giulia Alberio, Claudio Calvaresi e Anì Sevinyan e realizzata nell’ambito dell’Accordo di Collaborazione tra Comune di Bologna e Avanzi – Sostenibilità per Azioni: l’obiettivo principale è quello di analizzare le istanze prodotte in risposta a tre politiche per la casa pubbliche attuate dal Comune di Bologna. 

La ricerca si concentra in particolare sull’analisi delle domande relative al Fondo per il sostegno alle locazioni, al Fondo di contrasto alla morosità incolpevole e all’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). 

Attraverso la lettura comparata delle rispettive graduatorie, il Quaderno restituisce una fotografia aggiornata delle condizioni socio-economiche delle famiglie che oggi accedono al welfare abitativo cittadino, facendo emergere nuove fragilità e trasformazioni in corso.

Il Fondo per il sostegno alle locazioni

Per quanto riguarda il Fondo per il sostegno alle locazioni, l’analisi ha preso in esame 8.962 domande ammesse relative al bando pubblicato nel 2023. 

I dati mostrano come l’ampliamento delle soglie ISEE abbia consentito di intercettare un numero significativo di nuclei in condizioni di forte vulnerabilità economica: circa la metà dei richiedenti ammessi si colloca infatti nella fascia ISEE compresa tra 0 e 6.000 euro

Un dato particolarmente rilevante riguarda inoltre la crescita della quota di nuclei con cittadinanza extra-UE rispetto al precedente bando del 2019, segnale di una maggiore capacità della misura di raggiungere componenti della popolazione precedentemente meno intercettate. In particolare, i nuclei stranieri mostrano infatti un valore ISEE medio inferiore a fronte di un canone medio annuo di affitto superiore rispetto ai nuclei italiani. 

Il Fondo di contrasto alla morosità incolpevole

Con riferimento al Fondo di contrasto alla morosità incolpevole, sono state analizzate 409 domande ammesse nel corso degli ultimi cinque anni. 

Il report evidenzia un picco significativo nel 2021, riconducibile agli effetti economici della pandemia, e conferma come la perdita del lavoro o il mancato rinnovo di contratti a termine rappresentino le principali cause di morosità. 

Complessivamente, nel quinquennio considerato, questa misura ha mobilitato quasi due milioni di euro di contributi a fondo perduto, evidenziando il ruolo del sostegno pubblico nel prevenire situazioni di sfratto e ulteriore vulnerabilità abitativa. 

Le graduatorie ERP

L’analisi della graduatoria ERP, riferita al 2024, prende invece in esame 6.668 domande ammesse, in crescita rispetto al 2020. 

Anche in questo caso emerge un quadro di forte fragilità socio-economica: oltre la metà dei nuclei presenta un ISEE inferiore a 6.000 euro e quasi due terzi dei richiedenti ammessi possiede cittadinanza straniera

Particolarmente significativa è inoltre la condizione dei nuovi richiedenti, che mostrano livelli di vulnerabilità mediamente più elevati rispetto al quadro generale della graduatoria.

La lettura integrata delle tre graduatorie

Attraverso la lettura integrata dei tre strumenti, il Quaderno evidenzia come il profilo della domanda emerso dall’analisi rappresenti soltanto una porzione della più ampia e articolata domanda di abitare, espressa da popolazioni differenti e caratterizzata da bisogni molteplici e spesso eterogenei. 

Oltre, quindi, ad evidenziare chi oggi accede al welfare abitativo mette in luce come le politiche pubbliche contribuiscano a far emergere condizioni di marginalità sociale, economica e di povertà abitativa che, in assenza di tali dispositivi, rischierebbero di rimanere meno evidenti o difficilmente osservabili.

Le prospettive future

Dall’analisi emergono alcune questioni centrali per il futuro delle politiche locali, tra cui la sostenibilità nel tempo di questi interventi, la crescente concentrazione di condizioni di povertà estrema all’interno del patrimonio ERP, il rischio di una geografia urbana della marginalità sempre più marcata e la necessità di ripensare il welfare abitativo per rispondere a bisogni sociali sempre più diversificati. 

A partire da queste evidenze, il Quaderno propone alcune linee di lavoro per il futuro: promuovere progetti integrati, considerare la casa non soltanto come risposta a un bisogno, ma come dispositivo capace di attivare percorsi di autonomia, e rafforzare un approccio place-based, attento alle specificità dei territori. 

In questa prospettiva, il tema dell’abitare viene letto non più come una politica settoriale, ma come una componente strutturale delle politiche urbane, capace di intrecciare inclusione sociale, qualità dei quartieri e diritto alla città.

Le dichiarazioni dell’autrice

Riguardo al lavoro svolto, Giulia Alberio, autrice del Quaderno con Claudio Calvaresi e Anì Sevinyan, afferma: “Analizzando le graduatorie comunali abbiamo ottenuto un quadro ampio e dettagliato sulla domanda di casa a Bologna. Questa fotografia ci racconta la situazione attuale e anticipa alcuni temi e questioni del futuro prossimo, fornendo elementi utili per orientare le politiche abitative locali. La pubblicazione di questi dati inoltre favorisce la costruzione di una conoscenza condivisa con la città, creando le condizioni per lo sviluppo di un dibattito fertile e informato tra i numerosi attori che si occupano di diritto alla casa.”