La domanda sociale di casa, tra nuovi bisogni e discriminazioni: il seminario di presentazione dei nuovi Quaderni OMSA

L’Osservatorio Metropolitano sul Sistema Abitativo promuove il seminario pubblico La domanda sociale di casa, tra nuovi bisogni e discriminazioni, che si terrà a partire dalle ore 17:00 del prossimo 20 aprile nella Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio.

L’incontro sarà l’occasione per presentare i due nuovi Quaderni OMSA, dedicati all’analisi della domanda abitativa nel territorio metropolitano e dei fenomeni discriminatori nell’accesso alla casa.

Quaderno 6

Il Quaderno 6 dell’Osservatorio, Prove di innovazione nel welfare abitativo locale: Sfide, criticità e ipotesi operative, è stato realizzato dal Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’UniBo nell’ambito dell’Accordo di Collaborazione tra Comune e Università di Bologna.

Curato da Manuela Maggio, con la supervisione scientifica di Maurizio Bergamaschi e Marco Castrignanò, il report si interroga sull’evoluzione della questione abitativa, individuando nell’abitare collaborativo un possibile paradigma per il rinnovamento delle politiche abitative, oggi chiamate a confrontarsi con trasformazioni profonde e strutturali.

La ricerca evidenzia infatti come la questione abitativa rappresenta una crisi strutturale e non contingente, i cui aspetti caratteristici sono l’aumento del costo degli affitti, la sempre crescente vulnerabilità sociale, lo scarso investimento pubblico nell’edilizia residenziale pubblica e il mismatch tra domanda e offerta abitativa.

In questo contesto, si creano le condizioni per una forte competizione nell’accesso alla casa, che colpisce in particolare le fasce medio-basse e più fragili della popolazione, e la crisi abitativa non si limita ad essere solo economica, poichè in condizioni di scarsità la discriminazione diventa un meccanismo implicito di selezione.

Il report propone il condominio solidale come modello innovativo di risposta alle difficoltà di accesso alla casa e alle discriminazioni, capace di integrare dimensione abitativa e sociale per mezzo di una composizione eterogenea degli abitanti, spazi condivisi e servizi di accompagnamento, con l’obiettivo di favorire inclusione, autonomia e coesione sociale. 

Fondamentali sono l’equilibrio tra sostenibilità economica e mix sociale, che evitano la concentrazione di fragilità e promuovono la partecipazione attiva degli abitanti, ma anche l’inserimento nella rete dei servizi e del terzo settore per valorizzare il ruolo del territorio come attore chiave nella costruzione di risposte integrate.

Quaderno 7

La domanda di casa a Bologna: Una lettura delle graduatorie comunali 2026 (Quarto report) è il Quaderno 7 dell’Osservatorio, un’analisi curata da Giulia Alberio, Claudio Calvaresi e Anì Sevinyan e realizzata nell’ambito dell’Accordo di Collaborazione tra Comune di Bologna e Avanzi – Sostenibilità per Azioni.

L’analisi condotta nel report fa riferimento alle istanze prodotte in risposta alle principali politiche pubbliche per la casa attuate dal Comune di Bologna, che si differenziano per periodo di riferimento e per numerosità di domande ammesse: 

  1. la graduatoria del Fondo Locazioni, pubblicata nel corso del 2023 con istanze raccolte nell’autunno 2022, composta da 8.962 domande ammesse;
  2. le istanze per il Fondo di contrasto alla morosità incolpevole, analizzate con riferimenti agli ultimi cinque anni (2020, 2021, 2022, 2023, 2024), per un totale di 409 domande ammesse;
  3. la graduatoria dell’Edilizia Residenziale Pubblica riferita al 2024 (ERP15-2024) e comprendente 6.668 domande ammesse.

I database delle tre graduatorie, confrontati con i dati contenuti nel report “Bologna. La domanda di casa. Una lettura delle graduatorie comunali 2021 – Terzo report”, restituiscono il profilo di chi può esercitare il “diritto alla casa”. 

L’analisi di questi dispositivi ha permesso di far emergere condizioni di marginalità che altrimenti sarebbero rimaste invisibili, occultati nella più generale dimensione dell’esclusione abitativa, sollecitando interrogativi sugli effetti che il riconoscimento di certi profili produce sulle stesse politiche di welfare e sulla città.

L’ interrogativo finale riguarda gli scopi del welfare abitativo, che risulta sollecitato a rispondere, al contempo, a estesi fabbisogni e a intense domande specifiche. Se è stato tradizionalmente concepito per fornire soluzioni al primo tipo di domanda (con la produzione di alloggi per famiglie con richieste abitative standard) e al secondo sta con fatica cercando di rispondere (attraverso iniziative ritagliate su una domanda sociale molto diversa per esigenze e aspettative), è la combinazione dei due fattori a risultare particolarmente problematica. 

Essa sollecita infatti il sistema di welfare a mettere a disposizione uno cospicuo stock abitativo abbordabile per bisogni crescenti e anche variato nelle sue tipologie, forme di gestione e servizi che può erogare, per popolazioni che presentano tratti fortemente differenziati.
Per conoscere il programma del seminario, consulta la locandina dell’evento.

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