Le molteplici forme della precarietà abitativa tra i giovani in Europa

Dal 2 al 4 marzo 2026 si è svolta a Eindhoven, nelle sedi della Eindhoven University of Technology, l’edizione annuale del seminario Young People and Housing Precarity, promosso dal gruppo di lavoro Housing and Young People e organizzato tra le iniziative dall’European Network for Housing Research (ENHR)

Le giornate di lavoro hanno riunito ricercatori e professionisti europei per analizzare le diverse dimensioni della precarietà abitativa giovanile e dialogare sulle dimensioni teoriche e le pratiche operative.

Il programma

Il programma si è articolato in tre giornate durante le quali si sono succedute sessioni di confronto dedicate al modello Housing First for Young People, il tema dell’abitare studentesco nelle città ed infine momenti di confronto aperti che hanno permesso di ampliare la riflessione ad altri aspetti della precarietà abitativa giovanile.

In tutta Europa i percorsi abitativi dei giovani stanno diventando sempre più fragili, stretti tra crisi di accessibilità, ridimensionamento dei sistemi di welfare e rapide trasformazioni urbane. In questo scenario, la precarietà abitativa assume forme molteplici: dalla condizione di senza dimora fino alla dipendenza da soluzioni temporanee o fortemente mercificate. 

Una sfida che la stessa Unione Europea ha riconosciuto nel nuovo European Affordable Housing Plan, individuando giovani, studenti e persone senza dimora tra i principali destinatari delle politiche per l’alloggio accessibile.

Gli interventi

I contributi presentati hanno, quindi, affrontato la precarietà abitativa giovanile da prospettive molteplici e complementari. Sono stati discussi i percorsi di esclusione sociale legati alle trasformazioni delle soluzioni abitative, il ruolo dei programmi Housing First e delle forme di abitare transitorio, nonché le micro-politiche e i dispositivi di governance che incidono sulle condizioni di vita dei giovani. 

Ampio spazio è stato dedicato all’abitare studentesco, analizzato nelle sue diverse declinazioni: dalla diffusione degli studentati cosiddetti “di lusso” alla finanziarizzazione dell’abitare, alle strategie del terzo settore, fino ai fenomeni di studentification, alla condivisione informale degli alloggi e all’impatto delle piattaforme digitali

Non sono mancate riflessioni sulle relazioni tra abitare e preferenze politiche, sulle aspirazioni alla proprietà e sulle disuguaglianze socio-spaziali che attraversano città universitarie, contesti rurali e scenari internazionali. 

Non sono, infine, mancati approfondimenti sul caso italiano e, in particolare, sulla città di Bologna. Un contributo ha infatti indagato le condizioni abitative degli studenti non residenti, il ruolo degli studentati privati nel mercato locale e come questi stiano cambiando nel tempo, con particolare riferimento a due esempi nel quartiere della Bolognina, mentre un altro ha analizzato la distribuzione territoriale della popolazione studentesca in relazione a variabili socioeconomiche, evidenziando le interazioni tra localizzazione, accessibilità, qualità dell’abitare e disuguaglianze urbane.

Conclusioni

Nel complesso, il seminario ha rappresentato un significativo momento di confronto sul tema, rafforzando la consapevolezza che la precarietà abitativa giovanile non sia un fenomeno marginale, ma una questione strutturale e ampliamente presente nelle città Europee che richiede risposte coordinate.

Per ulteriori informazioni sugli organizzatori, sui temi oggetto di discussione e sugli eventi passati e in programma, è possibile consultare la pagina ENHR – Housing and Young People.