In tutta Europa l’accesso a un’abitazione a costi sostenibili è diventato sempre più complesso. Nell’ultimo decennio i prezzi delle case sono cresciuti di oltre il 60%, mentre i canoni di locazione hanno continuato ad aumentare più velocemente dei redditi.
Ne deriva una crisi che va oltre il mercato immobiliare e assume una dimensione sociale: molti giovani rimandano l’autonomia abitativa, i lavoratori essenziali faticano a vivere nei luoghi in cui operano e anche le famiglie con redditi medi incontrano difficoltà crescenti. Le grandi città e le aree a maggiore vocazione turistica registrano forti pressioni, mentre le aree rurali sono caratterizzare da fenomeni di spopolamento e patrimonio abbandonato.
Per far fronte a questo scenario, la Commissione Europea ha presentato l’European Affordable Housing Plan, il primo piano europeo dedicato all’abitare accessibile o abbordabile, con l’obiettivo di intervenire sulle cause strutturali della crisi.
La strategia si fonda su quattro direttrici principali: rafforzare l’offerta di abitazioni, mobilitare maggiori investimenti, affiancare misure immediate a riforme di sostegno nel lungo periodo e tutelare le categorie più colpite.
La prima strategia
Il primo pilastro punta ad aumentare il numero di abitazioni disponibili, in particolare nelle aree ad alta domanda abitativa.
La strategia prevede il rafforzamento del settore delle costruzioni attraverso innovazione, digitalizzazione e formazione professionale, oltre a un pacchetto di semplificazione per ridurre gli ostacoli amministrativi che rallentano autorizzazioni e cantieri.
Inoltre, viene posta particolare enfasi sulla sostenibilità e sulla qualità dell’abitare: l’impiego di materiali innovativi e di tecniche costruttive avanzate mira a realizzare edifici accessibili sotto il profilo economico, a basso impatto ambientale e caratterizzati da elevati standard qualitativi.
L’intento è integrare accessibilità, qualità e sostenibilità in un’unica visione coerente, in linea con i principi del Nuovo Bauhaus Europeo (NEB).
La seconda strategia
Il secondo pilastro riguarda le risorse finanziarie. L’UE mobiliterà fondi attraverso strumenti già attivi, come InvestEU e la politica di coesione, e intende rafforzare il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti e delle banche promozionali nazionali.
È prevista la creazione di una piattaforma paneuropea per gli investimenti in alloggi sostenibili e accessibili, con l’obiettivo di facilitare l’incontro tra progetti e capitali pubblici e privati.
Inoltre, la revisione delle norme sugli aiuti di Stato consentirà agli Stati Membri di sostenere più facilmente l’edilizia sociale e gli alloggi a prezzi accessibili, senza obblighi di notifica preventiva in determinate condizioni.
La terza strategia
Il terzo pilastro combina misure immediate e riforme strutturali.
Particolare attenzione è rivolta alle zone soggette a tensioni abitative, come grandi città e destinazioni turistiche, dove la crescita delle locazioni a breve termine ha inciso sulla disponibilità di case per i residenti.
La Commissione Europea proporrà una nuova iniziativa legislativa per fornire alle autorità locali strumenti chiari e proporzionati per gestire il fenomeno.
Parallelamente, sarà avviata un’analisi sulle dinamiche dei prezzi e sulla speculazione immobiliare, con l’obiettivo di migliorare la trasparenza del mercato.
Il Piano incoraggia inoltre gli Stati Membri ad adottare riforme strutturali in materia di edilizia sociale e pianificazione territoriale migliorando l’offerta di alloggi.
La quarta strategia
Il quarto pilastro è dedicato alle persone che risentono maggiormente della crisi: giovani, studenti, famiglie a basso e medio reddito e lavoratori essenziali.
Tra le misure previste figurano il sostegno alla costruzione di alloggi per studenti, la promozione di modelli abitativi innovativi e interventi per facilitare l’accesso al mercato degli affitti.
Il Piano mira, inoltre, a contrastare l’aumento della povertà abitativa e del numero di persone senza dimora, attraverso l’ampliamento dell’offerta di alloggi sociali e il sostegno alle persone in condizioni di vulnerabilità.
Questa strategia si inserisce in un impegno più ampio dell’Unione volto a rafforzare la coesione sociale e a ridurre la deprivazione abitativa entro il 2030.
In conclusione, pur restando l’edilizia abitativa una competenza principalmente nazionale e locale, l’Unione Europea intende svolgere un ruolo più incisivo di coordinamento e sostegno. L’obiettivo dichiarato è trasformare la casa da fattore di incertezza economica a pilastro stabile di sicurezza, inclusione e competitività per l’Unione Europea.