Si è tenuta a Cesena, nell’ambito di un seminario organizzato da Valentina Orioli presidente di Urban@it e professoressa al Dipartimento di Architettura dell’Univeristà di Bologna, la presentazione dell’undicesimo Rapporto Urban@it, intitolato “Non solo casa. Ripensare il sistema dell’abitare”.
Il report è stato illustrato da Nadia Caruso, ricercatrice del Politecnico di Torino e tra le curatrici del volume insieme a Carlo Cellamare, professore della Sapienza Università di Roma, e Cristina Mattiucci, ricercatrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il report
Il volume si propone come uno strumento di analisi e indirizzo per affrontare in modo sistemico la questione abitativa, superando approcci frammentari e promuovendo una visione integrata delle politiche urbane.
Il Rapporto nasce dalla consapevolezza che il tema dell’abitare sia oggi profondamente multidimensionale, intrecciato ai cambiamenti della domanda abitativa e influenzato da processi globali che incidono sulle città, e si pone l’obiettivo di costruire quadri di riferimento utili a orientare una politica nazionale capace di guidare la progettazione urbana e le decisioni pubbliche.
Attraverso una struttura articolata, il volume affronta i principali nodi della questione abitativa, restituendone la complessità multiscalare: dalla governance multilivello per il diritto all’abitare al rapporto tra casa, lavoro e redditi, dalle condizioni dei soggetti più fragili all’analisi della crisi abitativa in Italia e in Europa, fino alle politiche di rigenerazione urbana, alla qualità dell’abitare e al tema delle locazioni accessibili e delle agenzie sociali per l’affitto, affiancando a questi una riflessione sulle condizioni di efficacia delle politiche urbane innovative.
Il Rapporto si inserisce in un contesto in cui le problematiche legate alla casa risultano sempre più urgenti e complesse, a fronte di strumenti nazionali spesso datati e poco adeguati alle esigenze attuali. La crisi abitativa si manifesta infatti in forme diverse tra città e aree interne, mentre cresce il numero di famiglie in difficoltà, spesso in affitto o gravate da mutui.
La scarsità di alloggi pubblici, l’aumento degli sfratti e della povertà abitativa, insieme al fenomeno degli immobili sfitti e alla diffusione degli affitti brevi come forma di rendita, delineano un quadro critico, a cui si aggiungono dinamiche come lo spopolamento e il ripopolamento dei territori, le sfide della riqualificazione energetica e gli effetti diseguali delle politiche pubbliche, che non sempre riescono a intercettare i bisogni delle fasce più vulnerabili, spesso poco rappresentate anche sul piano politico, come nel caso di studenti e lavoratori fuori sede.
Diritto all’abitare e diritto allo studio
Nel corso dell’incontro è emersa anche l’importanza della popolazione studentesca per le città universitarie.
A riguardo il sindaco della città di Cesena Enzo Lattuca ha sottolineato Cesena abbia definito una sua identità solo a seguito della nascita e dello sviluppo del polo universitario. In questo senso, Angela Santangelo, ricercatrice del dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, ha richiamato i risultati delle ricerche svolte sul tema dell’abitare studentesco nella città di Bologna nell’ambito del progetto PRIN PNRR 2022 LINUS e dell’accordo con l’OMSA, sottolineando come il diritto all’abitare rappresenti una condizione imprescindibile per garantire anche il diritto allo studio.
In chiusura, Martina Massari, ricercatrice dell’Università di Bologna, ha posto l’attenzione su un ulteriore tema che riguarda la giustizia spaziale, collegandolo alle recenti politiche europee per la casa. Il suo intervento ha evidenziato la necessità di monitorare gli effetti delle trasformazioni urbane e ambientali sull’intera popolazione, in particolare sulle fasce più svantaggiate, che spesso subiscono maggiormente le conseguenze delle disuguaglianze e dei cambiamenti in atto.
L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto su un tema tanto rilevante quanto complesso, mettendo in evidenza come la soluzione non possa derivare dalla semplice somma di interventi parziali, ma richieda una regia complessiva capace di orientare l’azione in modo sistemico. Per approfondire il progetto LINUS, leggi gli articoli Seminario OMSA su ruolo degli studenti e politiche abitative a confronto tra Bologna, Torino, Milano e Padova e La crisi della città universitaria di Bologna: diritto alla casa e competizione per lo spazio urbano.