È stato pubblicato il nuovo quaderno “FULL – Future Urban Legacy Lab” del Politecnico di Torino, che raccoglie gli Atti della Conferenza pubblica “Vivere la città universitaria. L’abitare studentesco come generatore di trasformazioni”, tenutasi a Padova il 31 maggio 2024 nell’ambito delle attività di ricerca del PRIN PNRR 2022 LINUS – “Living the university city: Student housing as drivers of changes”.
Al progetto partecipano anche ricercatrici e ricercatori dell’Università di Bologna, impegnati ad indagare le dinamiche dell’abitare per studenti come motore dei cambiamenti urbani e come questi fenomeni mettano sotto pressione i sistemi abitativi della città.
Nel quaderno sono presenti interventi multidisciplinari con analisi e posizionamenti nella letteratura e nei dibattiti nazionali ed internazionali di accademici, esperti del settore abitativo per studenti e decisori pubblici ospiti della conferenza.
Il focus è stato sulle quattro città coinvolte nel progetto: Bologna, Torino, Milano e Padova.
Bologna
L’intervento sulla città di Bologna è stato introdotto dai ricercatori e dalle ricercatrici del Dipartimento di Architettura e dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, che hanno dato spazio al tema della studentificazione, dei suoi effetti e del ruolo delle politiche urbane.
Hanno partecipato alla discussione la prof.ssa Patrizia Gabellini del Politecnico di Milano ed ex assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna, e il dott. Marco Guerzoni, direttore del settore Politiche Abitative del Comune di Bologna, che hanno fornito prospettive complementari sul rapporto tra studenti, città e politiche pubbliche, offrendo una lettura articolata della trasformazione urbana legata alla presenza universitaria e alla crisi abitativa.
L’intervento di Patrizia Gabellini
Patrizia Gabellini definisce storico il legame tra università e assetto urbano bolognese.
Tuttavia Bologna, come molte altre città, si trova oggi a fare i conti con processi che stanno ridefinendo la propria economia urbana e la composizione sociale del centro storico: la crescita del turismo, la diffusione degli affitti brevi e l’arrivo di nuovi abitanti temporanei, come i lavoratori dei centri di ricerca che hanno progressivamente trasformato la domanda abitativa. Gli studenti, un tempo affittuari ricercati, sono diventati oggi soggetti vulnerabili, esclusi da un mercato sempre più orientato al profitto e al consumo temporaneo.
Considerando tali dinamiche, viene sottolineato come sia necessario rafforzare il dialogo con le politiche pubbliche in particolare quelle sulla casa. In questo contesto, le iniziative promosse dal Comune di Bologna come il Piano per l’Abitare e l’introduzione della categoria B3 nel Regolamento Edilizio, rappresentano tentativi di garantire al contempo attrattività e diritto all’abitare.
Un altro aspetto centrale, sottolineato da Patrizia Gabellini e più volte ripreso nella discussione, è quello relativo all’importanza di una partecipazione più attiva degli studenti alla vita cittadina. La loro marginalizzazione, infatti, non è solo materiale ma anche sociale, e si traduce in un indebolimento del tessuto comunitario, della cura degli spazi e della solidarietà anche nei confronti dei residenti di lunga data.
Lo studente, infatti, non deve più essere considerato soltanto un abitante temporaneo, ma una componente strutturale e identitaria della città. La sua presenza, tutt’altro che effimera, può costituire un motore di rigenerazione urbana, di vitalità economica culturale e sociale.
L’intervento di Marco Guerzoni
Dal punto di vista dell’amministrazione comunale, Marco Guerzoni si ritrova in questa lettura, e aggiunge una riflessione sulla dimensione strategica dell’abitare studentesco per la vitalità demografica ed economica della città.
Guerzoni riconosce, infatti, negli studenti un segmento fondamentale della cittadinanza attiva, capace di alimentare il ricambio generazionale e la vitalità sociale, ma sottolinea al contempo le difficoltà strutturali delle amministrazioni locali nel governare un mercato immobiliare sempre più finanziarizzato.
Le osservazioni di Guerzoni mettono in evidenza un quadro di arretramento dell’intervento pubblico nazionale: leggi poco aggiornate in materia di affitti, ridimensionamento dei finanziamenti pubblici in materia di abitare come il Fondo nazionale per l’affitto ed efficacia solo parziale delle politiche locali sul canone concordato. Ne emerge così una dinamica in cui l’iniziativa privata tende a sostituirsi al pubblico, accentuando disuguaglianze e precarietà.
Conclusioni
Nel complesso, gli interventi hanno quindi evidenziato la necessità di restituire centralità alla pianificazione e alle politiche pubbliche per la casa come strumenti di riequilibrio sociale e garanzia del diritto alla città, soprattutto nei contesti interessati dal fenomeno della studentificazione.
È emersa l’importanza di politiche capaci di riconoscere le specificità delle nuove popolazioni urbane, evitando dinamiche escludenti, e di promuovere un dibattito consapevole che valorizzi il ruolo degli studenti non solo come fruitori di servizi, ma come attori attivi della vita urbana e delle trasformazioni urbane.
Leggi la news “Seminario pubblico OMSA sul ruolo degli studenti nelle città universitarie“.
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