Il 10 febbraio scorso, presso la Sala Tassinari di Palazzo D’Accursio, si è tenuto il secondo seminario pubblico “Popolazione universitaria e trasformazioni urbane: politiche, integrazione studentesca e impatti sul quartiere”, organizzato dall’Osservatorio Metropolitano del Sistema Abitativo (OMSA) nell’ambito dell’accordo attuativo tra il Settore Politiche Abitative del Comune di Bologna ed il Dipartimento di Architettura in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna.
L’incontro è stato un’occasione per analizzare le trasformazioni urbane, sia fisiche che sociali, delle città attrattive legate alla presenza studentesca universitaria, con un focus specifico su Bologna e in particolare sulla zona della Bolognina.
Gli interventi
Il seminario si è aperto con l’intervento della Vicesindaca di Bologna, Emily Marion Clancy, che ha introdotto il tema evidenziando il ruolo dell’osservatorio nel supportare e orientare le politiche abitative. Ha inoltre sottolineato la necessità di riconoscere la popolazione studentesca come una componente strutturale della città e l’importanza di politiche pubbliche capaci di garantire concrete possibilità di scelta abitativa.
In continuità con queste riflessioni si è inserito l’intervento di Marco Peverini del Politecnico di Milano e dell’Osservatorio Casa Abbordabile di Milano, che ha esteso lo sguardo alle trasformazioni delle città attrattive, ritrovando nel caso della città di Bologna alcune dinamiche chiaramente evidenziate nel suo studio riferito alla città di Milano.
Il suo contributo ha posto al centro il tema dell’abbordabilità, intesa come rapporto tra costi abitativi e redditi, e ha richiamato l’importanza di considerare il ruolo delle popolazioni temporanee per interpretare la crisi della casa. In questo contesto, gli studentati privati rappresentano un caso emblematico in quanto nati in relazione al diritto allo studio e progressivamente evoluti assumendo le caratteristiche di un asset finanziario, con canoni spesso poco coerenti con la capacità di spesa della popolazione studentesca.
Le dinamiche descritte da Peverini trovano un riscontro diretto nell’analisi proposta da Alessandro Bozzetti, che ha mostrato come l’attrattività di Bologna, alimentata dalla crescita di residenti, turisti e studenti, renda la questione abitativa sempre più centrale. Attraverso il concetto di studentification e i dati ottenuti dal progetto LINUS, il suo intervento ha evidenziato la concentrazione degli studenti nel centro storico, le difficoltà di accesso alla casa e l’aumento dei canoni, insieme alla crescente presenza di residenze studentesche private, in particolare nel quartiere della Bolognina.
Proprio su questo contesto cittadino si è concentrata la ricerca presentata da Sara D’Andrea, che ha approfondito il tema dell’integrazione studentesca nelle sue dimensioni sociali e accademiche.
Il caso della Bolognina mostra come la diffusione degli studentati contribuisca a ridefinire gli equilibri del quartiere, aumentando la diversificazione della popolazione e sollevando interrogativi sull’identità locale. La tipologia di alloggio emerge infatti come fattore chiave nei processi di integrazione.
Le residenze private, spesso autosufficienti e orientate a una popolazione internazionale, tendono a limitare le occasioni di interazione con il contesto urbano e quindi mostrano un radicamento limitato nella vita del quartiere.
Conclusioni
Il seminario ha nuovamente rappresentato un’importante occasione di confronto multidisciplinare sul ruolo della popolazione studentesca come motore di trasformazione urbana, facendo emergere nuovi spunti di riflessione sul futuro delle città e delle politiche abitative.
Nelle conclusioni, Marco Guerzoni ha ricondotto i diversi interventi a una riflessione più ampia sul paradosso che caratterizza le città contemporanee: da un lato la crisi abitativa nelle aree più attrattive, dall’altro i processi di decrescita e abbandono che interessano altre parti del Paese.
In questo quadro, il tema del possibile decentramento su scala metropolitana è stato presentato come una questione aperta, da approfondire, soprattutto in relazione alla capacità di garantire servizi adeguati. È emersa inoltre la necessità di aggiornare politiche abitative spesso non più allineate alle dinamiche attuali.
In questo scenario, il ruolo del pubblico e delle politiche per la casa restano centrali nel garantire il diritto all’abitare, riconosciuto come condizione essenziale per il pieno esercizio del diritto allo studio.
Per maggiori dettagli e approfondimenti, leggi la notizia Popolazione universitaria e trasformazioni urbane: politiche, integrazione studentesca e impatti sul quartiere.